giovedì 11 febbraio 2016

Unioni civili e di civiltà, ma la sinistra dov'è stata?

Tra i tanti temi della politica nell'epoca Renzi, i più discussi del momento sono ovviamente le unioni civili e la stepchild adoption presenti nel ddl Cirinnà. Causa anche la presenza del Vaticano e di una forte impronta politica italiana legata ad esso, soprattutto nella così detta prima repubblica, queste tematiche sono state sempre evitate come la peste dalla nostra politica, a ciò ha contribuito anche la non indifferente limitatezza mentale dei nostri governanti.
A me però piacerebbe capire come mai in Europa arriviamo sempre tardi quasi ad ogni cosa, piacerebbe capire perché in Paesi europei con spiccata vocazione cattolica come Spagna o Irlanda questi temi sono stati già affrontati e superati, nel primo il matrimonio omosessuale è legale da oltre dieci anni, nel secondo è stato legalizzato meno di un anno fa con un referendum (primo Paese al mondo) ed in entrambi è prevista la stepchild adoption.

L'arretratezza che ci costringe a rincorrere sempre è dimostrata da questa foto del blog 27esima ora.

Quindi se come detto anche Paesi europei con fortissime radici cattoliche hanno legiferato a favore dei diritti delle coppie omosessuali, viene diminuito non poco il vigore del mito della fede cattolica e conservatrice italiana e quindi subentra la responsabilità politica dei nostri governanti. Da un punto di vista ideologico, il tema delle unioni civili e del riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali è molto vicino alla sinistra ed è quindi indubbio che lo scarso impegno delle forze di sinistra nostrane ha di certo contribuito alla biblica lentezza su cui ci siamo impantanati su questo tema. Perché tirando nuovamente in ballo Spagna e Irlanda si deve dire che entrambi i Paesi hanno avuto, il primo un governo guidato dal socialista Zapatero, il secondo da una coalizione popolare-laburista. La nostra sinistra invece? Troppo impegnata a litigare, a frammentarsi, a scindersi, piuttosto che concentrarsi sui programmi elettorali e sulle riforme sbandierate dell'istruzione, della giustizia o alla lotta all'evasione fiscale oppure come già detto al riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali.

Diritti alle coppie omosessuali, in fondo parliamo di questo, diritti. Le unioni civili non possono e non devono essere considerate nient'altro che una forma di tutela dei diritti civili riconosciuti dallo Stato italiano a chi vuole stare insieme ad una persona dello stesso sesso.
La logica ed ovvia conseguenza delle unioni civili è la stepchild adoption, che non è altro che l'adozione del figlio naturale di uno dei due partner, ovvio che se l'unione diventa legale e vengono stabiliti quindi i diritti e i doveri della coppia, il figlio di uno dei due non può rimanere fuori dalla nuova famiglia formatasi e dai diritti riconosciutogli.

Tornando quindi sulla sinistra di casa nostra, oggi il ddl Cirinnà ha praticamente unito se non tutte, in gran parte le forze progressiste del nostro Paese, ci voleva un governo presieduto Renzi...?

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