giovedì 11 giugno 2015

Il reddito di cittadinanza

Sento davvero molti politici riempirsi la bocca con la storia del reddito di cittadinanza, soprattutto agli appartenenti dell'area grillina e quelli della sinistra radicale come Sel, convincendo anche parecchie persone sia sulla fattibilità della proposta, sia sul fatto che possa davvero essere una soluzione per elemiare o comunque ridurre la massiccia fetta di povertà che dilania il nostro Paese.
A me però questo continuo chiedere reddito di cittadinanza puzza.

Perché è semplice eliminare la povertà dando dei soldi ai poveri, non ci vuole mica uno statista, ma non è questo il compito della politica! La politica deve creare lavoro, deve dare l'opportunità ad un giovane neo laureato di immergersi subito nel mercato nel mercato del lavoro, senza inutili tirocini non pagati, deve pareggiare a tutti i diritti e difenderli con le unghie e con i denti, deve influenzare di più il mercato, non lasciarlo nelle mani dei soliti potenti.
Questo del reddito di cittadinanza è una bufala populista ed inattuabile, che secondo l'Istat, costerebbe 14,9 miliardi il DDL presentato dal m5s e 23,5 quello di Sel.

C'è poi chi parla degli altri Paesi europei ed in particolar modo della Germania (magari senza neanche sapere cosa sia l'Hartz IV), senza considerate le differenze sostanziali tra noi e loro. Un paragone è impossibile.

Sia chiaro, per me il reddito minimo sarebbe una spinta importante verso una maggiore civilizzazione del nostro Paese, ma io ho come l'impressione che venga usato questo argomento come quando la maestra ci faceva iniziare le interrogazioni con un argomento a piacere, io sceglievo la rivoluzione francese, i grillini il reddito minimo.
Si cerca la strada più semplice e scontata di un problema enorme e molto più complesso.

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