lunedì 19 gennaio 2015

Il fallimento delle primarie.

L'addio di Cofferati al Pd,  probabilmente sancisce quello che è il fallimento sempre più evidente delle primarie, che io considero sì uno strumento altamente democratico, ma il problema è che lo è troppo. Non mi si fraintenda la democrazia non è mai troppa, però questo strumento dove tutti (ma proprio tutti) possono scegliere il candidato di una coalizione, che sia essa locale, regionale o nazionale, non è proprio funzionale alla coalizione stessa ed i motivi sono diversi.
Per esempio gli esponenti del centrodestra, che magari hanno già un candidato potrebbero votare e far votare per il candidato più debole delle primarie del centrosinistra, in modo da avere vita facile alle elezioni. O magari uno dei candidati alle primarie potrebbe fare un pre-larghe intese accordandosi con gente che possibilmente non lo voterà alle elezioni, per non parlare di chi potrebbe promettere favori a chi è del luogo o addirittura pure a chi non lo è. 
E le liti di partito? Credete che quello di Cofferati sia l'unico malumore emerso dopo delle primarie? Quante coalizioni locali hanno perso perché l'esponente perdente delle primarie e tutta la sua corrente non hanno poi appoggiato il vincente alle elezioni, o nel peggiore delle ipotesi ha pure concorso contro con un'altra lista. Il bello è che tutti accettano le regole, a mio avviso troppo libertine, delle primarie, ma se ne lamentano solo dopo aver perso, lamentando a torto o a ragione, delle irregolarità. L'unico modo per evitare certe questioni interne sarebbe limitare il voto ai tesserati, si risparmierebbero (ma soprattutto ci risparmierebbero) tante lotte intestine, ma senza di esse si sa, non sarebbe più Pd.

Intanto lasciando il Pd, Cofferati fa quello che i vari Fassina, Cuperlo, Civati non hanno mai avuto il coraggio di fare, nascondendosi dietro al fatto di voler cambiare il partito da dentro. Sarà quindi questo il momento della loro personalissima svolta? Obiettivamente ho l'impressione che quello della minoranza e in primis Civati, sia un continuo piagnucolare che non produce nessun risultato. Il ruolo delle opposizioni è fondamentale, ovunque esse siano, però è evidente che quella all'interno del Pd non si rispecchia più nel partito, sicuramente trasformato in toto da Renzi
Sarebbe bene per loro prendere ora una strada netta e decisa: o vista la mancanza di numeri, si adeguano alla maggioranza aspettando il momento giusto (magari senza parlare troppo contro in tv, di ciò che poi puntualmente voteranno favorevolmente in parlamento), oppure affacciarsi a nuove realtà e dimostrare che la loro politica è quella giusta.

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