lunedì 24 novembre 2014

La crisi del voto e della protesta.

Le ultime elezioni regionali in Calabria ed in Emilia-Romagna, dove si è a malapena superato il 40% di affluenza nella prima (43,8% degli aventi diritto), mentre nella seconda neanche questo (37,7%), fanno capire come la gente si sia un po' rotta le scatole di sfruttare il proprio innegabile diritto di voto. E pensare che qualche difficoltà c'è stata prima di ottenerlo. I politici però dovrebbero riflettere su un concetto importante, sarà mai che forse le persone non vanno più a votare perché tanto non cambia mai niente? E' vero che molti considerano il voto come un optional, non ne sentono l'esigenza come nel periodo post fascismo dove si superava anche il 95%, però non tutto è da attribuire ai diversi contesti storici, perché non sono pochi quelli che non vanno a votare perché sanno che chiunque li dovesse governare, non farà niente di più e niente di meno del suo predecessore.

Quindi astensionismo come forma di protesta. Ma sarebbe una giusta forma di protesta? Per me assolutamente no, no e poi no! Seguendo il ragionamento che chi si astiene sta protestando, è logico che chi ha più potere politico, più radici nel territorio la spunterà, pure facilmente e di solito chi è più radicato nel territorio? Proprio quelli contro il quale si vuole protestare.
Se un elettore, vuole protestare contro la politica, l'arma migliore è proprio votare, ma no votare per i soliti, ma per quelli che ai sondaggi non hanno nessuna speranza, quelle liste civiche che non potranno mai pensare di superare lo sbarramento ed ottenere seggi, ribaltare il sistema mettendo gente che non ha amici politici, che non sa neanche cosa sia una dichiarazione di voto e quasi quasi che non sa nemmeno cosa si deve fare una volta eletti, ma lo imparano a poco a poco.

Questo sarebbe un buon modo di vendicarsi dei soliti politici e delle solite facce.

Recentemente nel Movimento 5 Stelle, soprattutto in Sicilia nel 2012, dove fu la lista più votata e l'anno successivo alle politiche, è stato individuato il partito della protesta dove sono stati eletti oltre cento parlamentari che hanno fatto e stanno facendo una vera e propria opposizione, o ancora meglio (per gli scontenti ovviamente) ostruzione.
Questo per me, è sicuramente il modo migliore per dimostrarsi scontenti.

E' vero che in passato sono pure stati votati partiti che sembravano anti-sistema, ma non si sono rivelati tali, anzi sono diventati veri e propri "partiti", come per esempio la Lega ai tempi di Tangentopoli, la stessa Lega che anche ora sta prendendo molto piede tra gli scontenti e che cavalca l'onda delle tematiche che rendono i cittadini tali.

E' logico che non esiste un sistema certo per ribaltare quello politico, però se i cittadini imparassero ad eleggere se stessi o quelli come loro, che hanno le loro esigenze di contadini, docenti, industriali, impiegati ecc... magari forse almeno il 50% di affluenza si potrebbe pure superare.

Nessun commento:

Posta un commento