venerdì 19 settembre 2014

Indipendentismo padano-scozzese

Ieri in Scozia è stata una giornata storica, perché si è votato per l'indipendenza dal Regno Unito. Lo storico referendum, accordato con Londra, ha visto vincere gli unionisti con il 55,3% dei voti. Tireranno un sospiro di sollievo quelle nazioni preoccupate dall'effetto domino che avrebbe potuto scatenare un'eventuale vittoria dei "Si", su quelle regioni indipendentiste, come ad esempio la Catalogna.
Dovremmo tirare un sospiro di sollievo pure in Italia? No, perché Salvini ha già detto in questa intervista sul Fatto Quotidiano, che la spinta secessionista della Lega non si fermerà e parla pure di forti processi indipendentisti al sud rivendicati dalla Campania, Sardegna e addirittura Salento (che prima dovrebbe separarsi dalla Puglia). In pratica si dimostra nostalgico dei tempi di Lorenzo il Magnifico, magari riporterebbe gli Aragonesi a Napoli, perché no!

L'occasione del referendum scozzese colta da Salvini per parlare dell'indipendentismo padano, era più che scontata, ma mi preme dire quanto sia sbagliato un paragone tra la Scozia o la Catalogna, con la padania. Il territorio scozzese ha delle radici fortemente radicate nella storia ed hanno una vera identità nazionale che li identifica, hanno una capitale, un parlamento (seppur limitato), un governo e un potere legislativo sulla maggior parte delle materie che li riguarda, prima di far parte del Regno Unito è stato un regno vero e proprio per quasi novecento anni.

Insomma proprio come la padania, ovvero uno stato fittizio nato dalla propaganda di un partito, la Lega, che vuole prima partire dall'indipendenza del Veneto, poi da lì a quella della Campania, Sardegna, Salento, magari anche Sicilia, riportando i Normanni a Palermo, a Torino i Savoia, a Venezia il doge e perché no, pure il ripristino dello Stato Pontificio!

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