sabato 20 settembre 2014

Blog Grillo Awards

Che il 2014 non sia stato un anno esaltante dal punto di vista elettorale per Grillo, lo dimostrano le europee di maggio dove ha perso nettamente contro il Partito Democratico o meglio ancora contro Renzi, oltre che un buon 4% e quasi tre milioni di elettori rispetto le politiche del 2013 (entrambe alla camera).
Pare però che oltre alle urne elettorali Grillo non riesce ad imporsi nemmeno sul web. Qualche giorno fa c'è stata la festa della rete che ha decretato i migliori siti su i dieci più nominati in diverse categorie consegnando il virtuale premio Macchianera Italian Awards 2014 (MIA) organizzato da Gianluca Neri e su quattro categorie Grillo non è risultato vincitore neanche di una, come potete vedere:


Ovviamente mi preme dire che già essere tra i nominati è una gran cosa visto che tutti i siti in gara hanno centinaia di migliaia se non milioni di visualizzazioni l'anno, quindi è logico che la difficoltà di vincere una categoria è molto elevata e per onestà intellettuale anche recentemente Grillo ha avuto delle nomination e non è riuscito ugualmente a vincere in nessuna categoria, quindi non sarebbe un fatto accaduto solo del 2014.
Non è che Grillo non abbia mai vinto questo premio però. Nel 2008, infatti riuscì a conquistare il premio come miglior blog e nel 2006 addirittura oltre che in questa categoria, è uscito vincitore anche in altre tre. E' un caso quindi che Beppe sia riuscito a vincere dei premi sul web prima che diventasse un politico? Il suo movimento infatti nasce nel 2009 e prima di allora Grillo si era impegnato molto sul campo dell'informazione pubblica, portando avanti battaglie politiche, sociali e soprattutto ambientali, ma non da politico, bensì da attivista e blogger, senza abbandonare mai l'ironia e il sarcasmo del comico che c'è in lui e che lo contraddistingue.

La domanda quindi è questa: al web piace di più il Grillo comico-attivista-blogger o quello politico? Analizzando le premiazioni di Macchianera nel pre M5S e nel post M5S, io direi il primo.

Ah dimenticavo, in effetti Grillo una nomination l'ha vinta.


Beh, diciamo che si deve accontentare anche questa volta.

venerdì 19 settembre 2014

Indipendentismo padano-scozzese

Ieri in Scozia è stata una giornata storica, perché si è votato per l'indipendenza dal Regno Unito. Lo storico referendum, accordato con Londra, ha visto vincere gli unionisti con il 55,3% dei voti. Tireranno un sospiro di sollievo quelle nazioni preoccupate dall'effetto domino che avrebbe potuto scatenare un'eventuale vittoria dei "Si", su quelle regioni indipendentiste, come ad esempio la Catalogna.
Dovremmo tirare un sospiro di sollievo pure in Italia? No, perché Salvini ha già detto in questa intervista sul Fatto Quotidiano, che la spinta secessionista della Lega non si fermerà e parla pure di forti processi indipendentisti al sud rivendicati dalla Campania, Sardegna e addirittura Salento (che prima dovrebbe separarsi dalla Puglia). In pratica si dimostra nostalgico dei tempi di Lorenzo il Magnifico, magari riporterebbe gli Aragonesi a Napoli, perché no!

L'occasione del referendum scozzese colta da Salvini per parlare dell'indipendentismo padano, era più che scontata, ma mi preme dire quanto sia sbagliato un paragone tra la Scozia o la Catalogna, con la padania. Il territorio scozzese ha delle radici fortemente radicate nella storia ed hanno una vera identità nazionale che li identifica, hanno una capitale, un parlamento (seppur limitato), un governo e un potere legislativo sulla maggior parte delle materie che li riguarda, prima di far parte del Regno Unito è stato un regno vero e proprio per quasi novecento anni.

Insomma proprio come la padania, ovvero uno stato fittizio nato dalla propaganda di un partito, la Lega, che vuole prima partire dall'indipendenza del Veneto, poi da lì a quella della Campania, Sardegna, Salento, magari anche Sicilia, riportando i Normanni a Palermo, a Torino i Savoia, a Venezia il doge e perché no, pure il ripristino dello Stato Pontificio!

domenica 7 settembre 2014

Tema della domenica: la storia di Saro e del suo disturbo ossessivo.

Oggi vi racconto una storia.
La storia di Saro, un tizio che amava gingillarsi tutto il giorno, nella sua vita non uno scopo, non un orizzonte, produceva col materiale che la giornata gli offriva. Spesso insicuro, Saro, aveva difficoltà a rapportarsi col mondo, spesso quello che facevano gli altri lui non riusciva a farlo, ma non gli dava tanto peso. Gli facevano impressione le siringhe, il sangue e tutto ciò che minimamente somigliasse ad essi. Un giorno però la vita gli ha messo davanti le sue insicurezze, i suoi fastidi sono diventati problemi e i suoi problemi ossessioni. Saro non tocca più niente ne fuori ne a casa, cammina con le mani giunte in preghiera per evitare di toccare anche sbadatamente qualcosa che non vuole, il fastidio è tale che anche il contatto aereo gli è insopportabile, il rapporto con le persone e con l'ambiente in cui vive è cambiato radicalmente, così come le sue abitudini.

Tutto questo ha un nome e cognome: disturbo ossessivo compulsivo. Non è facile da definire, neanche Freud c'è riuscito, diciamo che il mondo in cui vive Saro è un mondo un po' particolare, forse perché è una persona particolare, l'ansia, la depressione o forse semplicemente la mancanza di obiettivi ha generato tutto questo.
Io sono stato il primo, forse l'unico non so, a cui ha confidato il suo problema, da bravo smanettone qual è aveva fatto ricerche su ricerche e si è fatto la diagnosi da solo. Mi ha pure spiegato perché si chiama "ossessivo compulsivo", perché ci sono le ossessioni che rappresentano pensieri intrusivi e inaccettabili per la sua mente e le compulsioni, ovvero una serie di rituali che non può fare a meno di compiere per il semplice fatto di attenuare per pochi minuti il disagio creatogli dalle ossessioni.

Semplice no?

Il problema è che poi le ossessioni, si attenuano, appunto non spariscono, per pochi minuti, poi si ripresentano e quindi vedo Saro andare in bagno una, due, tre, quattro, cinque, dieci volte in bagno a lavarsi le mani, i tempi non sono regolari, a volte fa dieci viaggi in cinque minuti, altre volte in venti. Il suo record è quattordici in tre minuti, "ma che fai mi conti pure?!", mi ha detto disturbato una volta, poi però ci facemmo una bella risata.
Ma Saro non si lava solo le mani, a volte fa dei gesti con gli occhi o con le mani che non ne capisco il senso e lui neanche me lo spiega, anzi "è una tua impressione", mi dice. Sì perché solitamente chi ha questo disturbo spesso e volentieri si vergogna a dirlo e per questo che rimane chiuso in se stesso a produrre ossessioni e compulsioni e magari a leggere qualche sintomo su internet. Come fa Saro.

Questa è la breve storia del mio amico Saro. Non pensate che sia pazzo però. Le sue non sono psicosi, lui sa perfettamente quello che sta facendo, sa benissimo che sono ossessioni, solo ed esclusivamente ossessioni, ma non può fare a meno di comportarsi così.