venerdì 18 aprile 2014

<<La vita non è quella che si è vissuta, 
ma quella che si ricorda e come 
la si ricorda per raccontarla.>>
(Gabriel Garcia Marquez  1927-2014)

giovedì 17 aprile 2014

Candidato o non candidato?

Depositate le liste per le europee un dubbio sorge spontaneo: chi ha veramente intenzione di fare il parlamentare europeo?
Perché lo chiedo, perché sono davvero tanti i candidati che hanno un ruolo più che attivo nella politica italiana, nel Nuovo centrodestra, per esempio, si candidano (come capolista) due pezzi grossi del governo Renzi, Lorenzin e Lupi, ministri rispettivamente della salute e delle infrastrutture. Lasceranno il loro incarico di governo per un seggio a Bruxelles?

Nella lista di Fratelli d'Italia spicca la candidatura della Meloni, capolista in tutte le circoscrizioni, leader del partito e deputata eletta poco più di dodici mesi fa nel parlamento italiano. Sorprende non poco la sua candidatura che la allontanerebbe dall'Italia, lei che sempre molto attiva nella politica nostrana.

Forza Italia presenta la candidatura di Giovanni Toti che negli ultimi mesi è stato ospite fisso in tutti i salotti televisivi per difendere B. come neanche Ghedini ha mai fatto in vita sua, sarà realistico vedergli accettare l'incarico di eurodeputato? Come se non bastasse in Sicilia spuntano come funghi i manifesti di un deputato all'Ars, Salvo Pogliese, che nell'ottobre 2012 ovvero un anno e mezzo fa è stato eletto con 11.931 voti di preferenze. Adesso presenta la sua candidatura per l'europarlamento, in pratica prendendo in giro quei quasi dodicimila elettori cui aveva promesso di fare il deputato regionale.
E Fitto? Lascerà la camera dei deputati anche lui?

Poi c'è il Pd. Beh il Pd è il Pd. Il disordine che c'è stato per comporre le liste, soprattutto quella della circoscrizione isole, è degna di questo grande partito.
Inizialmente la segreteria regionale siciliana diretta dal dalemiano Fausto Raciti (pensate un po' ci sono ancora i dalemiani), aveva indicato Cracolici, altro deputato regionale eletto con più di ottomila voti, però la segreteria nazionale lo ha troncato, come ha troncato sul nascere un eventuale candidatura del senatore Lumia sponsorizzato dal presidente siciliano Crocetta, vengono inserite in lista il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, il deputato (l'ennesimo) Raciti e l'assessore della rivoluzione alla formazione Nelli Scilabra, tre che hanno poi rifiutato la candidatura.

Attualmente sono otto i candidati nelle liste del Pd che attualmente sono deputati nazionali e le quattro capoliste (rigorosamente donne, che serve più per fare propaganda che per altro), sono tutte deputate elette anch'esse poco più che un anno fa dalle elezioni politiche.

Quindi Toti, Meloni, Lupi, Lorenzin, Moretti, Picerno, Bonafè, Fitto, Mussolini, gente che tiene davvero a diventare europarlamentare oppure semplici nomi copertina che servono a far prendere voti alle liste per poi immediatamente rinunciare a Bruxelles facendo si che la poltrona vada a candidati con meno voti, che magari da soli non ce l'avrebbero fatta?

Io credo sinceramente la seconda opzione, ma a questo punto non sarebbe stato meglio fare come Barbara Spinelli, candidata con Tsipras, che ha detto chiaro e tondo che la sua candidatura è per dare lustro alla lista e che rinuncerà al seggio se eletta?

martedì 15 aprile 2014

I dolori del povero Bondi

Sul Corriere della Sera spunta oggi un'intervista di Manuela Repetti, la signora Bondi, che parla di un Sandro stanco e demotivato e racconta un aneddoto che non dovrebbe piacere molto agli elettori italiani.
Posto uno stralcio di articolo preso dalla pagina web del Corriere che potete trovare qui per intero:

Bondi firmerà. Sia pure con animo «tormentato, travagliato, angosciato». 
Il suo silenzio da anacoreta, che dura da mesi, certifica l’amarezza 
e il progressivo distacco da un partito che è stato a lungo, per l’ex ministro,
 autentica ragione di vita. «È deluso da Forza Italia e dalla politica in genere», 
risponde al cellulare la senatrice Manuela Repetti alle 18.20, 
con il marito seduto al suo fianco sull’aereo che li porterà a Roma. 
Sconvolto dall’addio del portavoce di Berlusconi? «Appartato, amareggiato.
 Però no, Paolo Bonaiuti non c’entra... Diciamo che Sandro è deluso, quanto sereno. 
Dopo vent’anni si è stancato e ha tirato i remi in barca». 
Il fondatore lascia? «Non si riconosce più in questo partito
 e ha scelto di rimanerne fuori. In pratica si è ritirato, non va in Senato 
da novembre, dopo la scissione... È una scelta di vita. Riservatezza, rigore, serietà».

Riprendiamo il punto che mi interessa di più, Sandro Bondi si è ritirato dal Senato nel quale non mette più piede da novembre e tale scelta viene definita pure una scelta di "serietà". Sono cinque mesi, quindi, che senator, vabbè diciamo il signor Bondi non va in parlamento a lavorare (parolona enorme) per il Paese, perché è triste, però la sua tristezza e il suo sconforto non gli impediscono mica di prendere lo stipendio da senatore né a rinunciare alla carica di parlamentare per lasciar magari spazio a qualcuno un po' più volenteroso e stimolato.
Non voglio fare il moralista, anche perché con elementi così riesce facilmente, queste cose le lascio a voi. Pensate a quello che volete paragonate l'operaio che ha mille motivi per essere davvero "tormentato, travagliato, angosciato" e che non può di certo permettersi di mancare dal lavoro per cinque mesi. Fate tutto voi, io mi limito a riportare le percentuali di presenze e assenze di Bondi presenti sul sito openparlamento:


venerdì 11 aprile 2014

Politica incostituzionale

In quest'ultimo anno la politica italiana è stata completamente ribaltata dalla Corte costituzionale e dai giudici che hanno etichettato come incostituzionali numerose leggi varate negli ultimi anni dalla nostra politica.

Partiamo dalla legge Calderoli o Porcellum, dichiarata incostituzionale il 4 dicembre 2013, "alla buon ora", commenta Calderoli che effettivamente lo aveva detto il giorno dopo che era, appunto, una porcata, anche se non si spiega per quale motivo l'ha formulata.
Nel 2014 c'è il boom di leggi incostituzionali, a partire da febbraio mese in cui la Consulta dichiara che la legge Fini-Giovanardi viola la Costituzione perché nel 2006 nella legge di conversione del decreto (sulle Olimpiadi invernali di Torino svoltesi in quell'anno) furono inseriti argomenti estranei all'oggetto e alla finalità del testo. Ricordiamo che la Fini-Giovanardi era una legge che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti, chissà come si sentiranno le persone condannate da una legge incostituzionale.
Nei giorni recenti la Consulta c'ha regalato altre incostituzionalità, il 9 aprile infatti, ha dichiarato incostituzionale la legge varata il 19 febbraio 2004 n. 40 che vietava le pratiche di fecondazione eterologa (o assistita) ovvero il ricorso ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.
Come se non bastasse lo stesso 9 aprile i giudici del tribunale di Grosseto hanno ordinato di trascrivere nei registri civili un'unione fra due uomini celebreata a New York. La trascrizione non ha natura "costitutiva ma certificativa di un atto valido di sè".

Tutti questi sono evidentissimi segni di come la politica italiana ha sbagliato quasi tutto ed è altrettanto evidente che se il nostro paese è, almeno un po' più civile, lo dobbiamo ai giudici.

martedì 1 aprile 2014

Storace vs Ncd

Non mi dite che vi siete persi la lite tra Storace e il Nuovo centrodestra nelle persone di Schifani e Formigoni? Ma quanto sono carini a farci credere che sono in conflitto? Sì perché è una vita che in campagna elettorale (a parte il 2008) sono insieme nella stessa coalizione, non mi sorprenderebbe affatto che dopo questo bisticcio li rivedremo tutti insieme ad Arcore a discutere di nuove strategie politiche ed elettorali.