mercoledì 12 marzo 2014

Razzi e il 100% di Kim Jong-un

Una notizia ha colpito il nostro amato senatore Razzi (in foto con la sua maglietta personalizzata che troverete su nonleggerlo), quella del 100% del leader assoluto (o brillante leader) della Corea del Nord Kim Jong-un. In seguito riporto uno spezzone dell'intervista che il Fatto Quotidiano ha fatto al "brillante" senatore:


Senatore Razzi, quella di Jong-un è un’affermazione straordinaria.
Un grande risultato. Non ne avevo ancora notizia. Domani (oggi, ndr) ricevo nel mio ufficio l’ambasciatore nord coreano. Mi congratulerò con lui.
Finalmente le elezioni a Pyongyang…
Vuol dire che c’è un buon rinnovamento. Sembra che lui voglia davvero democratizzare il Paese. Negli ultimi tempi ha fatto uscire molti ragazzi dal Paese per venire a giocare a calcio in Europa, a Barcellona e a Perugia. É un processo in crescita.                                                                          
Il 100 per cento è notevole. Ma non le pare un po’ troppo?
Non posso giudicarlo perché ancora non ho letto la notizia. Certo, magari era meglio che vinceva con il 95 per cento (ride, ndr). Così c’era un’opposizione. Che le devo dire? Meglio per lui.
Come meglio per lui? Certo non dimentichiamo che fine fanno gli oppositori in Corea.
Si governa meglio con il 100 per cento. ‘Fusse che fusse’ la volta buona che in Italia diamo il 100 per cento a Berlusconi (ride ancora, ndr). Dopo sì, che gli si potrebbe rinfacciare di non aver fatto le riforme. L’unico modo per governare è senza gli intoppi degli alleati, dei piccoli partiti. Aveva ragione Silvio quando in campagna elettorale diceva: “Piuttosto, votate il Pd”. Mai votare i piccoli partiti!
Forse, probabilmente, ma meglio ancora sicuramente, il "brillante" senatore non sa che (come si legge sempre sul Fatto), i cittadini dovevano votare si o no al candidato scelto non da loro (come in un certo ventennio), uno per circoscrizione e Respingere il candidato o non presentarsi al seggio rischiano di essere considerati atti di tradimento. Farlo può, infatti, essere scambiato come un “atto sovversivo contro il volere dello Stato” e portare alla distruzione della famiglia di chi dissente”. Ma questo per favore non ditelo al nostro senatore, potrebbe uscirsene con una delle sue... Sostituiteli voi i puntini, io non ne ho voglia.

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