martedì 25 novembre 2014

Un anno da Svalutato!

Il 25 novembre del 2013, su lo Svalutato, veniva scritto il primo post. I toni erano incazzati ed incazzosi, dove mi lamentavo della politica e del politico, da lì in poi non mi sono mai allontanato da questo tema, la svalutazione politica, che di fatto ha ispirato questo blog. Magari l'ho solo affrontato in maniera diversa, puntata per puntata, parlando di consiglieri regionali che si azzuffano, della poca coerenza di alcuni politici, come i grillini su Napolitano o di quella del responsabile della comunicazione del PD, renziano doc, quando parlava molto degli alleati del governo Letta e molto poco di quelli (gli stessi) del governo Renzi, passando da Salvini che critica l'Europa, ma che ha votato il trattato di Lisbona.

Ho parlato, magari strappando qualche sorriso, delle biricchinate di Bonanno, del rapporto tra Razzi e la Corea del Nord, o dello stesso le cui risposte spesso non coincidono alle domande e di Di Battista, che si dimostra umano anche lui e guarda una partita nell'aula parlamentare.
Non ho certamente dimenticato un altro fondamentale politico del nostro Paese, ovvero il cagnolino Dudù, prima perché ci facevano sapere che aveva pochi rapporti sessuali, poi fortunatamente si è ripreso con la cagnetta della Biancofiore.

Il 27 gennaio ho fatto un elenco tra chi fosse più o meno presente in parlamento e direi che i risultati non hanno lasciato i lettori molto sorpresi.
Ho cercato di non far mancare le mie riflessioni personali, come per esempio quando mi ponevo domande sul nascente governo Renzi o sull'idea di boicottare i prodotti svizzeri dopo il referendum sul tetto di immigrazione, passando certamente dalle voglie di indipendenza leghista, dall'influenza di Grillo nei social e dalla rivincita dei giovani e degli immigrati a Genova dopo l'ennesima alluvione.

Non è certamente solo la politica ad essere svalutata, lo è anche l'arte per esempio, prima quando un operaio stucca un buco-capolavoro sul muro, poi quando a Bari un'inserviente la scambia un'opera d'arte per spazzatura.

Ho anche fatto degli scoop originali veri e propri, per esempio quando ho scoperto sul giornale La Sicilia come veniva chiamato Renzi (vi metto pure la foto), questo l'avete visto solo qui eh!

Il 16 febbraio ho addirittura aperto una rubrica che ho chiamato "Tema della domenica", che potete individuare a destra. Il progetto iniziale voleva che ogni domenica scrivessi un post che poi diventasse, appunto, il tema della domenica. Purtroppo anche a causa di diversi impegni non ho potuto preparare settimanalmente un tema valido e siccome vorrei che questa rubrica fosse di qualità ho desistito spesso, però spero che gli unici tre post (finora) siano stati interessanti.

Sono presente in diverse classifiche, come quella di Blogbabel o su Teads, dove, oltre a quella generale sono stato inserito nella classifica di satira e umorismo e quella del tempo libero.
Le visualizzazioni sono state a volte poche, a volte molte, ma addirittura anche moltissime, in generale, secondo google analytics, che conta le mie visualizzazioni da gennaio, ho avuto 2.958 visualizzazioni di pagina e 543 diversi utenti e 829 sessioni. Essendo scarsa la mia esperienza da blogger non so dirvi se sono pochi o molti, ma di sicuro sufficienti per farmi crescere un po' nelle varie classifiche e per essere solo un passatempo non è male.

lo Svalutato prima e dopo.
Recentemente nei commenti del mio post sulla rivincita dei bamboccioni ed immigrati genovesi, ho ricevuto un commento, il secondo su questo blog, che così recita: "Mi hai regalato delle bellissime letture. Grazie!". Questo mi ripaga di tante ore davanti al pc a cercare di capire il linguaggio html, inserendo vari widget, pulsanti social, iscrizione sui vari aggregatori e contatori di visualizzazioni, per non parlare della ricerca del logo ideale. Allora dopo ore su paint, gimp e qualche app del Mac, ho partorito prima l'immagine con la scritta rossa e la esse "cornuta", poi più giù quella che adesso è nella home del blog, lasciando immutata la caratteristica fondamentale della esse, ovvero inclinata verso destra (non chiedetemi un motivo perché non c'è!).

Tra politica, satira, post più o meno divertenti e riflessioni, insieme ai codici informatici ed alla grafica, non sono mancati episodi del tutto personali (d'altronde il blog è mio!), che mi piace manifestare più per ricordo della memoria che per esibizionismo.

Insomma, un po' di lavoro c'è stato per essere solo un hobby e dopo 365 giorni e 124 post più o meno originali, eccoci qui a parlare del primo anno di questo blog.

Grazie a chi ha letto e chi leggerà!

lunedì 24 novembre 2014

La crisi del voto e della protesta.

Le ultime elezioni regionali in Calabria ed in Emilia-Romagna, dove si è a malapena superato il 40% di affluenza nella prima (43,8% degli aventi diritto), mentre nella seconda neanche questo (37,7%), fanno capire come la gente si sia un po' rotta le scatole di sfruttare il proprio innegabile diritto di voto. E pensare che qualche difficoltà c'è stata prima di ottenerlo. I politici però dovrebbero riflettere su un concetto importante, sarà mai che forse le persone non vanno più a votare perché tanto non cambia mai niente? E' vero che molti considerano il voto come un optional, non ne sentono l'esigenza come nel periodo post fascismo dove si superava anche il 95%, però non tutto è da attribuire ai diversi contesti storici, perché non sono pochi quelli che non vanno a votare perché sanno che chiunque li dovesse governare, non farà niente di più e niente di meno del suo predecessore.

Quindi astensionismo come forma di protesta. Ma sarebbe una giusta forma di protesta? Per me assolutamente no, no e poi no! Seguendo il ragionamento che chi si astiene sta protestando, è logico che chi ha più potere politico, più radici nel territorio la spunterà, pure facilmente e di solito chi è più radicato nel territorio? Proprio quelli contro il quale si vuole protestare.
Se un elettore, vuole protestare contro la politica, l'arma migliore è proprio votare, ma no votare per i soliti, ma per quelli che ai sondaggi non hanno nessuna speranza, quelle liste civiche che non potranno mai pensare di superare lo sbarramento ed ottenere seggi, ribaltare il sistema mettendo gente che non ha amici politici, che non sa neanche cosa sia una dichiarazione di voto e quasi quasi che non sa nemmeno cosa si deve fare una volta eletti, ma lo imparano a poco a poco.

Questo sarebbe un buon modo di vendicarsi dei soliti politici e delle solite facce.

Recentemente nel Movimento 5 Stelle, soprattutto in Sicilia nel 2012, dove fu la lista più votata e l'anno successivo alle politiche, è stato individuato il partito della protesta dove sono stati eletti oltre cento parlamentari che hanno fatto e stanno facendo una vera e propria opposizione, o ancora meglio (per gli scontenti ovviamente) ostruzione.
Questo per me, è sicuramente il modo migliore per dimostrarsi scontenti.

E' vero che in passato sono pure stati votati partiti che sembravano anti-sistema, ma non si sono rivelati tali, anzi sono diventati veri e propri "partiti", come per esempio la Lega ai tempi di Tangentopoli, la stessa Lega che anche ora sta prendendo molto piede tra gli scontenti e che cavalca l'onda delle tematiche che rendono i cittadini tali.

E' logico che non esiste un sistema certo per ribaltare quello politico, però se i cittadini imparassero ad eleggere se stessi o quelli come loro, che hanno le loro esigenze di contadini, docenti, industriali, impiegati ecc... magari forse almeno il 50% di affluenza si potrebbe pure superare.

venerdì 17 ottobre 2014

Genova, la rivincita dei bamboccioni e degli immigrati.

Dell'alluvione scagliatasi su Genova nei giorni scorsi si è parlato molto (a dir il vero, delle stesse cose se ne era parlato molto anche tre anni fa, ma va beh).
Io non potrei far altro che ripetere tutto ciò che è stato detto e ridetto: cementificazione schizofrenica, il Bisagno, la bomba d'acqua, il tar, la burocrazia, la poca pulizia dei boschi circostanti, il premio ai dirigenti comunali, l'assenza delle istituzioni ecc... tutti quei bei discorsi di moralità e buona politica, che probabilmente verranno archiviati tra qualche settimana per poi essere rispolverati quando ritorneranno tragedie simili in altre città o nella stessa Genova, come appunto, è già capitato.
Ovviamente si è tanto parlato anche degli "Angeli del fango", ovvero persone più o meno giovani scese nelle strade per pulirle.
Io in particolare voglio rendere omaggio a quei ragazzi, la cui classe è considerata come quella dei bamboccioni, mammoni che piangnucolano anziché rimboccarsi le maniche, quella che "non sono come eravamo noi, che dopo la guerra...".

Guardateli qui i bamboccioni


Visto come piagnucolano? Come si nascondono sotto la veste della mammina? Come sono puliti senza una goccia di sudore?
Le rivoluzioni sociali si fanno anche così, le difficoltà mettono in risalto l'animo di tutti, ragazze e ragazzi compresi, non è certamente colpa loro se la mal gestione politica li ha portati a scoraggiarsi e a non trovare vie d'uscita. La loro presenza si sente sempre, eccome.

Ma non sono mica i soli, ci sono anche gli immigrati, quelli che rubano il posto di lavoro agli italiani, quelli che si arricchiscono sulle nostre spalle, a cui vanno molti soldi delle tasse e che portano malattie. Dopo la diffusione sui social di un immagine che raffigurava un uomo che spalava il fango ed un immigrato che lo guardava, non si è fatta attendere la polemica razzista. Però probabilmente alcuni erano troppo impegnati a scrivere frasi razziste su Facebook o Twitter per scendere nelle strade e vedere questo.


La rivincita è anche loro.

sabato 20 settembre 2014

Blog Grillo Awards

Che il 2014 non sia stato un anno esaltante dal punto di vista elettorale per Grillo, lo dimostrano le europee di maggio dove ha perso nettamente contro il Partito Democratico o meglio ancora contro Renzi, oltre che un buon 4% e quasi tre milioni di elettori rispetto le politiche del 2013 (entrambe alla camera).
Pare però che oltre alle urne elettorali Grillo non riesce ad imporsi nemmeno sul web. Qualche giorno fa c'è stata la festa della rete che ha decretato i migliori siti su i dieci più nominati in diverse categorie consegnando il virtuale premio Macchianera Italian Awards 2014 (MIA) organizzato da Gianluca Neri e su quattro categorie Grillo non è risultato vincitore neanche di una, come potete vedere:


Ovviamente mi preme dire che già essere tra i nominati è una gran cosa visto che tutti i siti in gara hanno centinaia di migliaia se non milioni di visualizzazioni l'anno, quindi è logico che la difficoltà di vincere una categoria è molto elevata e per onestà intellettuale anche recentemente Grillo ha avuto delle nomination e non è riuscito ugualmente a vincere in nessuna categoria, quindi non sarebbe un fatto accaduto solo del 2014.
Non è che Grillo non abbia mai vinto questo premio però. Nel 2008, infatti riuscì a conquistare il premio come miglior blog e nel 2006 addirittura oltre che in questa categoria, è uscito vincitore anche in altre tre. E' un caso quindi che Beppe sia riuscito a vincere dei premi sul web prima che diventasse un politico? Il suo movimento infatti nasce nel 2009 e prima di allora Grillo si era impegnato molto sul campo dell'informazione pubblica, portando avanti battaglie politiche, sociali e soprattutto ambientali, ma non da politico, bensì da attivista e blogger, senza abbandonare mai l'ironia e il sarcasmo del comico che c'è in lui e che lo contraddistingue.

La domanda quindi è questa: al web piace di più il Grillo comico-attivista-blogger o quello politico? Analizzando le premiazioni di Macchianera nel pre M5S e nel post M5S, io direi il primo.

Ah dimenticavo, in effetti Grillo una nomination l'ha vinta.


Beh, diciamo che si deve accontentare anche questa volta.

venerdì 19 settembre 2014

Indipendentismo padano-scozzese

Ieri in Scozia è stata una giornata storica, perché si è votato per l'indipendenza dal Regno Unito. Lo storico referendum, accordato con Londra, ha visto vincere gli unionisti con il 55,3% dei voti. Tireranno un sospiro di sollievo quelle nazioni preoccupate dall'effetto domino che avrebbe potuto scatenare un'eventuale vittoria dei "Si", su quelle regioni indipendentiste, come ad esempio la Catalogna.
Dovremmo tirare un sospiro di sollievo pure in Italia? No, perché Salvini ha già detto in questa intervista sul Fatto Quotidiano, che la spinta secessionista della Lega non si fermerà e parla pure di forti processi indipendentisti al sud rivendicati dalla Campania, Sardegna e addirittura Salento (che prima dovrebbe separarsi dalla Puglia). In pratica si dimostra nostalgico dei tempi di Lorenzo il Magnifico, magari riporterebbe gli Aragonesi a Napoli, perché no!

L'occasione del referendum scozzese colta da Salvini per parlare dell'indipendentismo padano, era più che scontata, ma mi preme dire quanto sia sbagliato un paragone tra la Scozia o la Catalogna, con la padania. Il territorio scozzese ha delle radici fortemente radicate nella storia ed hanno una vera identità nazionale che li identifica, hanno una capitale, un parlamento (seppur limitato), un governo e un potere legislativo sulla maggior parte delle materie che li riguarda, prima di far parte del Regno Unito è stato un regno vero e proprio per quasi novecento anni.

Insomma proprio come la padania, ovvero uno stato fittizio nato dalla propaganda di un partito, la Lega, che vuole prima partire dall'indipendenza del Veneto, poi da lì a quella della Campania, Sardegna, Salento, magari anche Sicilia, riportando i Normanni a Palermo, a Torino i Savoia, a Venezia il doge e perché no, pure il ripristino dello Stato Pontificio!

domenica 7 settembre 2014

Tema della domenica: la storia di Saro e del suo disturbo ossessivo.

Oggi vi racconto una storia.
La storia di Saro, un tizio che amava gingillarsi tutto il giorno, nella sua vita non uno scopo, non un orizzonte, produceva col materiale che la giornata gli offriva. Spesso insicuro, Saro, aveva difficoltà a rapportarsi col mondo, spesso quello che facevano gli altri lui non riusciva a farlo, ma non gli dava tanto peso. Gli facevano impressione le siringhe, il sangue e tutto ciò che minimamente somigliasse ad essi. Un giorno però la vita gli ha messo davanti le sue insicurezze, i suoi fastidi sono diventati problemi e i suoi problemi ossessioni. Saro non tocca più niente ne fuori ne a casa, cammina con le mani giunte in preghiera per evitare di toccare anche sbadatamente qualcosa che non vuole, il fastidio è tale che anche il contatto aereo gli è insopportabile, il rapporto con le persone e con l'ambiente in cui vive è cambiato radicalmente, così come le sue abitudini.

Tutto questo ha un nome e cognome: disturbo ossessivo compulsivo. Non è facile da definire, neanche Freud c'è riuscito, diciamo che il mondo in cui vive Saro è un mondo un po' particolare, forse perché è una persona particolare, l'ansia, la depressione o forse semplicemente la mancanza di obiettivi ha generato tutto questo.
Io sono stato il primo, forse l'unico non so, a cui ha confidato il suo problema, da bravo smanettone qual è aveva fatto ricerche su ricerche e si è fatto la diagnosi da solo. Mi ha pure spiegato perché si chiama "ossessivo compulsivo", perché ci sono le ossessioni che rappresentano pensieri intrusivi e inaccettabili per la sua mente e le compulsioni, ovvero una serie di rituali che non può fare a meno di compiere per il semplice fatto di attenuare per pochi minuti il disagio creatogli dalle ossessioni.

Semplice no?

Il problema è che poi le ossessioni, si attenuano, appunto non spariscono, per pochi minuti, poi si ripresentano e quindi vedo Saro andare in bagno una, due, tre, quattro, cinque, dieci volte in bagno a lavarsi le mani, i tempi non sono regolari, a volte fa dieci viaggi in cinque minuti, altre volte in venti. Il suo record è quattordici in tre minuti, "ma che fai mi conti pure?!", mi ha detto disturbato una volta, poi però ci facemmo una bella risata.
Ma Saro non si lava solo le mani, a volte fa dei gesti con gli occhi o con le mani che non ne capisco il senso e lui neanche me lo spiega, anzi "è una tua impressione", mi dice. Sì perché solitamente chi ha questo disturbo spesso e volentieri si vergogna a dirlo e per questo che rimane chiuso in se stesso a produrre ossessioni e compulsioni e magari a leggere qualche sintomo su internet. Come fa Saro.

Questa è la breve storia del mio amico Saro. Non pensate che sia pazzo però. Le sue non sono psicosi, lui sa perfettamente quello che sta facendo, sa benissimo che sono ossessioni, solo ed esclusivamente ossessioni, ma non può fare a meno di comportarsi così.

mercoledì 27 agosto 2014

Tirchia o ingenua?

Per quanto conti reputo bellissima l'iniziativa dell'Ice Bucket Challenge.
Tutti quei vip che si sfidano a colpi di secchiate ghiacciate per promuovere la donazioni a favore della ricerca contro la sla. Da Lebron James ad Alessandro Del Piero, da Zuckerberg a Bill Gates, da Elena Santarelli a Luciana Litizzetto. Proprio su quest'ultima c'è stata però qualche polemica sul fatto che la stessa Litizzetto abbia sbandierato l'entità della donazione: 100€. Ovvio che non si sono fatti attendere i "con tutti i soldi che gli diamo per il Festival" e bla bla vari. Certo, è non c'è dubbio che la Litizzetto abbia fatto la figura della spilorcia, ma ognuno con i propri soldi avrà il diritto di farci quello che gli pare? Più che altro è da rimproverarle il fatto di aver detto esternato la sua donazione, le donazioni e opere di carità è fondamentale farle di nascosto per evitarne la spettacolarizzazione. L' IBC, deve essere sole quello a fare spettacolo, cioè solo quello che è il mezzo per dire a tutti di donare, di certo non per far vedere quanto sono bravi, belli e buoni i vip ricconi, cosa che purtroppo sta accadendo, anche per colpa dei classici usi distorti dei social.

martedì 12 agosto 2014

Presidente della FIGC

Ieri 11 agosto è finalmente ufficiale ciò che si sapeva ormai da qualche tempo: Tavecchio è il nuovo presidente della FIGC. Dal 25 luglio all' 11 agosto però si può certamente dire che per lui sono stati i 17 giorni più lunghi della sua vita, sì, perché quella data di luglio indica il giorno in cui Tavecchio parla di giocatori che da "mangiare le banane" passano a giocare in serie A, a differenza dell'Inghilterra.

(Su questo mi sento di aprire una parentesi. Un esempio del genere con l'Inghilterra lo trovo ridicolo in quanto gli inglesi non solo hanno fatto peggio di noi ai mondiali di quest'anno (guadagnando solo 1 punto contro i nostri 3 nei gironi), ma in generale gli inglesi solo una volta sono entrati nel podio mondiale, vincendo nel '66 e oltre quello al massimo hanno giocato una finalina per il terzo posto persa, guarda caso contro l'Italia nel '90. Senza contare come in Inghilterra ci sono sceicchi, petrolieri e multimiliardari che nel nostro calcio ad oggi ci scordiamo, quindi ci credo che non comprino gli "Opti Pobà".)

Comunque parliamo di banane. Diciamo che ha leggermente fatto cilecca proprio nel giorno del discorso della vita, per un politico abbastanza navigato come lui è un po' strano. Certo perché Tavecchio se non lo sapevate è stato un sindaco per quattro mandati nel suo paese di nascita, è vero che il suo curriculim non è al livello dei tre mandati parlamentari di Abete o a quello di senatore già ministro, già sindaco di Roma Carraro né ai cinque mandati di Matarrese, però comunque di sa sicuramente difendere.

Ma com'è possibile che in ogni cosa presente nel nostro Paese odora di politica? E' la politica che fa il calcio in Italia, gli interessi sono sempre gli stessi, le poltrone.
In serie A solo la Juventus e la Roma si sono realmente opposti a Tavecchio, anche prima dello scivolone sulla buccia di banana, per me è molto strano come le società più forti (almeno sul campo) del campionato non abbiano trascinato con se una lunghissima striscia di squadre. Cosa lo ha impedito? Ecco perché mi è lecito pensare che ci sia molta politica in questa decisione.

Comunque vi prego di non chiamare mai più quelli contrari a Tavecchio: i "No Tav", vi prego non fatelo più!!! Quella è una cosa seria.

martedì 17 giugno 2014

Salvini e le fragole siciliane

Matteo Salvini visita Maletto, feudo leghista in Sicilia, approfitta della festa della fragola per ciucciarne una.


domenica 15 giugno 2014

Le scuse di Mineo e il post di Civati

Questa settimana è scoppiata una polemica (ma va) all'interno del Partito Democratico, Corradino Mineo senatore civatiano, componente della Commissione Affari Costituzionali, è stato sostituito dalla stessa dal capogruppo Zanda perché, critico della riforma del Senato del ministro Boschi, ha votato un ordine del giorno di Calderoli (uno che solitamente le riforme le azzecca), facendo andare sotto il Pd.

Successivamente il senatore Mineo, in una presentazione di un libro di Civati ha detto della Boschi che: "è la conseguenza della parità di genere", seguito da: "si è convinta di potere fare tutto, ma non è assolutamente in grado" e definisce Renzi come : "un bambino autistico, lo vorresti proteggere perché tante cose non le sa, però se lo metti a ragionare di politica e di rapporti di forza, suona"

Immediate sono state le sue scuse riportate e commentate da Civati nel suo blog in questo post, dove afferma, come potete leggere, che: "Corradino Mineo si scusa per l'uscita infelice di ieri sera. Facessero tutti così, saremmo già molto più avanti".

Voglio capire una cosa Pippo se me lo concedi: ma che significa facessero tutti così? Già fanno tutti così! Tutti o comunque quasi, dopo un uscita infelice chiedono scusa. Non sarebbe invece meglio ponderare ed elaborare meglio anziché lasciarsi trasportare dalla "stanchezza" (detto dallo stesso Mineo) o dalla rabbia del momento? Non sarebbe meglio che, considerando che si sta discutendo di un ministro della Repubblica e di un presidente del Consiglio, si ci contenga col proprio linguaggio? Senza tralasciare che chi sta discutendo di loro è un senatore e non un amministratore di condominio.

Ecco già questo non è da tutti.

Non voglio fare nessun tipo moralismo sulla battuta di Renzi autistico, perché non credo assolutamente che il senatore Mineo volesse offendere i sofferenti di questa malattia, come non credo assolutamente che l'uscita sulla Boschi sia definibile come "sessista". Io però credo che sia giusto che cariche istituzionali così importanti (e ho parlato di questo concetto anche sul il tweet di Gasparri) parlino con un linguaggio consono alla carica che hanno.
E da cittadino italiano lo pretendo pure!

Twitter e Gasparri

Diciamo che il vicepresidente del senato, Maurizio Gasparri, non ha proprio un bellissimo rapporto con questo social network. Spesso e volentieri abbiamo avuto modo di vedergli scrivere infelici uscite con ex compagni di partito o perculare utenti con pochi follower o addirittura rivolgersi direttamente ad Obama scrivendo un "go home" che non ammette repliche.

Stanotte dopo la vittoria dell'Italia contro l'Inghilterra spunta questo tweet:


Come se non bastasse il tutto è stato condito da insulti a chi, alcuni in maniera anche colorita, gliene faceva notare la tristezza. Ovvia tristezza per il fatto che un vicepresidente del Senato, un'importante carica di un importante organo delle istituzioni italiane, possa avere un uscita così infelice.

Ma a prescindere dai giudizi, che ovviamente debbano essere negativi da tutti i colori politici, che figura ha fatto la nostra politica? E comunque, non sarebbe giusto, quanto meno, evitare di offendere i cittadini indignati?

Ripartiamo!

Credo che nella vita di ogni blogger, agli inizi della sua avventura, trova delle difficoltà iniziali dovute agli ovvi e fisiologici cali di quel poco (anche meno di poco) popolarità che si è acquisita durante una breve avventura in un blog, come le difficoltà dovute all'impressione di essere banale, ripetitivo e forse anche un po' copione dello stile altrui.
Però è la mia voglia e il mio lato da pseudo intellettuale che mi spinge a continuare, forse sotto forma di sfogo, la mia attività da "blogger" (lo metto tra virgolette perché i blogger quelli veri sono altri). La meraviglia di internet che ti da l'opportunità di aprire uno spazio tuo (nel mio caso anche gratuitamente) dove scrivere le tue idee e dove sfogare il tuo spirito di informare e informarsi, è troppo bella per sprecarla.
Siamo in gioco e giochiamo.

venerdì 18 aprile 2014

<<La vita non è quella che si è vissuta, 
ma quella che si ricorda e come 
la si ricorda per raccontarla.>>
(Gabriel Garcia Marquez  1927-2014)

giovedì 17 aprile 2014

Candidato o non candidato?

Depositate le liste per le europee un dubbio sorge spontaneo: chi ha veramente intenzione di fare il parlamentare europeo?
Perché lo chiedo, perché sono davvero tanti i candidati che hanno un ruolo più che attivo nella politica italiana, nel Nuovo centrodestra, per esempio, si candidano (come capolista) due pezzi grossi del governo Renzi, Lorenzin e Lupi, ministri rispettivamente della salute e delle infrastrutture. Lasceranno il loro incarico di governo per un seggio a Bruxelles?

Nella lista di Fratelli d'Italia spicca la candidatura della Meloni, capolista in tutte le circoscrizioni, leader del partito e deputata eletta poco più di dodici mesi fa nel parlamento italiano. Sorprende non poco la sua candidatura che la allontanerebbe dall'Italia, lei che sempre molto attiva nella politica nostrana.

Forza Italia presenta la candidatura di Giovanni Toti che negli ultimi mesi è stato ospite fisso in tutti i salotti televisivi per difendere B. come neanche Ghedini ha mai fatto in vita sua, sarà realistico vedergli accettare l'incarico di eurodeputato? Come se non bastasse in Sicilia spuntano come funghi i manifesti di un deputato all'Ars, Salvo Pogliese, che nell'ottobre 2012 ovvero un anno e mezzo fa è stato eletto con 11.931 voti di preferenze. Adesso presenta la sua candidatura per l'europarlamento, in pratica prendendo in giro quei quasi dodicimila elettori cui aveva promesso di fare il deputato regionale.
E Fitto? Lascerà la camera dei deputati anche lui?

Poi c'è il Pd. Beh il Pd è il Pd. Il disordine che c'è stato per comporre le liste, soprattutto quella della circoscrizione isole, è degna di questo grande partito.
Inizialmente la segreteria regionale siciliana diretta dal dalemiano Fausto Raciti (pensate un po' ci sono ancora i dalemiani), aveva indicato Cracolici, altro deputato regionale eletto con più di ottomila voti, però la segreteria nazionale lo ha troncato, come ha troncato sul nascere un eventuale candidatura del senatore Lumia sponsorizzato dal presidente siciliano Crocetta, vengono inserite in lista il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, il deputato (l'ennesimo) Raciti e l'assessore della rivoluzione alla formazione Nelli Scilabra, tre che hanno poi rifiutato la candidatura.

Attualmente sono otto i candidati nelle liste del Pd che attualmente sono deputati nazionali e le quattro capoliste (rigorosamente donne, che serve più per fare propaganda che per altro), sono tutte deputate elette anch'esse poco più che un anno fa dalle elezioni politiche.

Quindi Toti, Meloni, Lupi, Lorenzin, Moretti, Picerno, Bonafè, Fitto, Mussolini, gente che tiene davvero a diventare europarlamentare oppure semplici nomi copertina che servono a far prendere voti alle liste per poi immediatamente rinunciare a Bruxelles facendo si che la poltrona vada a candidati con meno voti, che magari da soli non ce l'avrebbero fatta?

Io credo sinceramente la seconda opzione, ma a questo punto non sarebbe stato meglio fare come Barbara Spinelli, candidata con Tsipras, che ha detto chiaro e tondo che la sua candidatura è per dare lustro alla lista e che rinuncerà al seggio se eletta?

martedì 15 aprile 2014

I dolori del povero Bondi

Sul Corriere della Sera spunta oggi un'intervista di Manuela Repetti, la signora Bondi, che parla di un Sandro stanco e demotivato e racconta un aneddoto che non dovrebbe piacere molto agli elettori italiani.
Posto uno stralcio di articolo preso dalla pagina web del Corriere che potete trovare qui per intero:

Bondi firmerà. Sia pure con animo «tormentato, travagliato, angosciato». 
Il suo silenzio da anacoreta, che dura da mesi, certifica l’amarezza 
e il progressivo distacco da un partito che è stato a lungo, per l’ex ministro,
 autentica ragione di vita. «È deluso da Forza Italia e dalla politica in genere», 
risponde al cellulare la senatrice Manuela Repetti alle 18.20, 
con il marito seduto al suo fianco sull’aereo che li porterà a Roma. 
Sconvolto dall’addio del portavoce di Berlusconi? «Appartato, amareggiato.
 Però no, Paolo Bonaiuti non c’entra... Diciamo che Sandro è deluso, quanto sereno. 
Dopo vent’anni si è stancato e ha tirato i remi in barca». 
Il fondatore lascia? «Non si riconosce più in questo partito
 e ha scelto di rimanerne fuori. In pratica si è ritirato, non va in Senato 
da novembre, dopo la scissione... È una scelta di vita. Riservatezza, rigore, serietà».

Riprendiamo il punto che mi interessa di più, Sandro Bondi si è ritirato dal Senato nel quale non mette più piede da novembre e tale scelta viene definita pure una scelta di "serietà". Sono cinque mesi, quindi, che senator, vabbè diciamo il signor Bondi non va in parlamento a lavorare (parolona enorme) per il Paese, perché è triste, però la sua tristezza e il suo sconforto non gli impediscono mica di prendere lo stipendio da senatore né a rinunciare alla carica di parlamentare per lasciar magari spazio a qualcuno un po' più volenteroso e stimolato.
Non voglio fare il moralista, anche perché con elementi così riesce facilmente, queste cose le lascio a voi. Pensate a quello che volete paragonate l'operaio che ha mille motivi per essere davvero "tormentato, travagliato, angosciato" e che non può di certo permettersi di mancare dal lavoro per cinque mesi. Fate tutto voi, io mi limito a riportare le percentuali di presenze e assenze di Bondi presenti sul sito openparlamento:


venerdì 11 aprile 2014

Politica incostituzionale

In quest'ultimo anno la politica italiana è stata completamente ribaltata dalla Corte costituzionale e dai giudici che hanno etichettato come incostituzionali numerose leggi varate negli ultimi anni dalla nostra politica.

Partiamo dalla legge Calderoli o Porcellum, dichiarata incostituzionale il 4 dicembre 2013, "alla buon ora", commenta Calderoli che effettivamente lo aveva detto il giorno dopo che era, appunto, una porcata, anche se non si spiega per quale motivo l'ha formulata.
Nel 2014 c'è il boom di leggi incostituzionali, a partire da febbraio mese in cui la Consulta dichiara che la legge Fini-Giovanardi viola la Costituzione perché nel 2006 nella legge di conversione del decreto (sulle Olimpiadi invernali di Torino svoltesi in quell'anno) furono inseriti argomenti estranei all'oggetto e alla finalità del testo. Ricordiamo che la Fini-Giovanardi era una legge che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti, chissà come si sentiranno le persone condannate da una legge incostituzionale.
Nei giorni recenti la Consulta c'ha regalato altre incostituzionalità, il 9 aprile infatti, ha dichiarato incostituzionale la legge varata il 19 febbraio 2004 n. 40 che vietava le pratiche di fecondazione eterologa (o assistita) ovvero il ricorso ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.
Come se non bastasse lo stesso 9 aprile i giudici del tribunale di Grosseto hanno ordinato di trascrivere nei registri civili un'unione fra due uomini celebreata a New York. La trascrizione non ha natura "costitutiva ma certificativa di un atto valido di sè".

Tutti questi sono evidentissimi segni di come la politica italiana ha sbagliato quasi tutto ed è altrettanto evidente che se il nostro paese è, almeno un po' più civile, lo dobbiamo ai giudici.

martedì 1 aprile 2014

Storace vs Ncd

Non mi dite che vi siete persi la lite tra Storace e il Nuovo centrodestra nelle persone di Schifani e Formigoni? Ma quanto sono carini a farci credere che sono in conflitto? Sì perché è una vita che in campagna elettorale (a parte il 2008) sono insieme nella stessa coalizione, non mi sorprenderebbe affatto che dopo questo bisticcio li rivedremo tutti insieme ad Arcore a discutere di nuove strategie politiche ed elettorali.




giovedì 27 marzo 2014

Salvini e quel trattato di Lisbona

In questo periodo, con l'exploit del Front National, partito francese un po' di estrema destra e un po' grillino, Matteo Salvini (che ammetto di aver trascurato ultimamente) sta sprizzando anti-europeismo da tutti i pori, con  i suoi continui attacchi all'euro e all'Europa, che oltre al solito bla bla bla indipendenza Padania ecc... E' diventato uno dei punti cardine della politica leghista.
Ieri sera mi sono imbattuto su una notizia confermata da più fonti, che a mio avviso ha dell'incredibile. Oddio, tanto incredibile no, visto i politici di oggi e le loro idee (ideali mi sembrava una parolona) molto variabili, però intanto ho una mega notiziona per voi, se non la conoscevate già prima, ed eccola qua:


Foto caricata da violapost

Salvini ha votato a favore del trattato di Lisbona! Sì certo, prima vota a favore dell'Europa e poi la combatte. Spero che Salvini salvi se stesso, da... Se stesso!

mercoledì 19 marzo 2014

Renzi, il fu rottamatore...

Dopo la nomina del vice-disastro Franceschini (vi ricordo che Franceschini era il vice segretario del Pd all'epoca di Veltroni segretario, definito da Renzi, appunto, un disastro) a ministro, pare che Renzi abbia abbandonato l'idea di rottamare i vecchi volponi del Pd, che nolenti o volenti ce li ritroviamo sempre davanti il naso. Dalla foto si capisce benissimo a quale altro volpone (oltre a Franceschini) mi sto riferendo, Massimo D'Alema. Sembrano essere lontani anni luce, quindi, gli screzi che nel pre e nel post congresso hanno caratterizzato il loro rapporto. Soprattutto considerando quella che fu la primordiale idea del fenomeno Renzi quella del rottamatore, quella del rinnovamento e di capisaldi politici (conflitto di interessi in primis) dalla quale piano piano sembra essersi allontanato.
Già perché i vecchi volponi sono sempre lì e dobbiamo dire grazie a Veltroni che ha deciso di fare il regista e lo scrittore abbandonando, pare, la politica, sennò ci sarebbe ancora lui. Se non sapete a cosa mi riferisco è bene che sappiate che ieri Renzi ha presenziato alla presentazione del libro di D'Alema "non solo euro", che aveva quasi il sapore di candidatura del baffino amante delle navi alle europee di quest'anno. E come andavano d'accordo!
Facciamo due calcoli quindi, D'Alema e Franceschini da rottamare, no, conflitto di interessi, no, Berlusconi fuori dalla politica, no, questi erano alcuni dei capisaldi della politica renziana e non si può di certo dire che non ha avuto la possibilità di attuarli. Mi auguro che non snaturi anche l'idea di superare il bicameralismo perfetto che vedo come un vero spostamento verso una reale seconda Repubblica non quella inventata dai giornali nel pos-tangentopoli. Staremo a vedere.

mercoledì 12 marzo 2014

Alla faccia del piccolo paesino dimenticato del sud.

"Siracusa un piccolo paesino dimenticato del Sud". Quanto clamore per questa frase, per una volta che Barbara D'Urso dice una stupidaggine, come se le dicesse sempre in tv... Ma dai!
Non ha solo considerato delle piccole cose che fanno di quel "piccolo paesino" dove è nato Archimede, di oltre 100 mila abitanti, una delle città più belle del mondo, per esempio non ha considerato il fatto che è presente (con i suoi quartieri più antichi) nella lista dei patrimoni dell'umanità, oppure che tanti grandi personaggi dello spettacolo come: Antonio Albanese, Lina Wertmuller, Alberto Cardone, Mario Monicelli, Franco e Ciccio, Vittorio De Sica, Giuseppe Tornatore e molti altri hanno girato i loro film proprio a Siracusa e nei suoi dintorni oppure non ha tenuto conto di opere e scavi archeologici dove forse, essendo troppo impegnata a fare della televisione una pattumiera, non è mai stata a visitare come questi:










Razzi e il 100% di Kim Jong-un

Una notizia ha colpito il nostro amato senatore Razzi (in foto con la sua maglietta personalizzata che troverete su nonleggerlo), quella del 100% del leader assoluto (o brillante leader) della Corea del Nord Kim Jong-un. In seguito riporto uno spezzone dell'intervista che il Fatto Quotidiano ha fatto al "brillante" senatore:


Senatore Razzi, quella di Jong-un è un’affermazione straordinaria.
Un grande risultato. Non ne avevo ancora notizia. Domani (oggi, ndr) ricevo nel mio ufficio l’ambasciatore nord coreano. Mi congratulerò con lui.
Finalmente le elezioni a Pyongyang…
Vuol dire che c’è un buon rinnovamento. Sembra che lui voglia davvero democratizzare il Paese. Negli ultimi tempi ha fatto uscire molti ragazzi dal Paese per venire a giocare a calcio in Europa, a Barcellona e a Perugia. É un processo in crescita.                                                                          
Il 100 per cento è notevole. Ma non le pare un po’ troppo?
Non posso giudicarlo perché ancora non ho letto la notizia. Certo, magari era meglio che vinceva con il 95 per cento (ride, ndr). Così c’era un’opposizione. Che le devo dire? Meglio per lui.
Come meglio per lui? Certo non dimentichiamo che fine fanno gli oppositori in Corea.
Si governa meglio con il 100 per cento. ‘Fusse che fusse’ la volta buona che in Italia diamo il 100 per cento a Berlusconi (ride ancora, ndr). Dopo sì, che gli si potrebbe rinfacciare di non aver fatto le riforme. L’unico modo per governare è senza gli intoppi degli alleati, dei piccoli partiti. Aveva ragione Silvio quando in campagna elettorale diceva: “Piuttosto, votate il Pd”. Mai votare i piccoli partiti!
Forse, probabilmente, ma meglio ancora sicuramente, il "brillante" senatore non sa che (come si legge sempre sul Fatto), i cittadini dovevano votare si o no al candidato scelto non da loro (come in un certo ventennio), uno per circoscrizione e Respingere il candidato o non presentarsi al seggio rischiano di essere considerati atti di tradimento. Farlo può, infatti, essere scambiato come un “atto sovversivo contro il volere dello Stato” e portare alla distruzione della famiglia di chi dissente”. Ma questo per favore non ditelo al nostro senatore, potrebbe uscirsene con una delle sue... Sostituiteli voi i puntini, io non ne ho voglia.

Dichiarazione di votggooooooooolllllll!!!

Tra un selfie e un altro Alessandro "Dibba" Di Battista, si rilassa guardando una partita... Durante una seduta in parlamento ovviamente.


sabato 8 marzo 2014

Il mancato conflitto di interessi

Ormai che Renzi si sia un po' snaturato lo dimostrano delle piccole, grandi cose. Una di queste è datata un paio di giorni fa quando il Pd, insieme a Forza Italia, ha votato contro un emendamento da inserire nella legge elettorale contro il conflitto di interessi, una delle principali battaglie della sinistra. Battaglie sulla carta, visto che si sono fatti mancare l'opportunità di farla con una grande maggioranza.
Ma la legge elettorale con i berlusconiani evidentemente è troppo importante ed è altrettanto evidente che un voto favorevole sul conflitto di interessi avrebbe fatto saltare tutto.
Ma io qui voglio ricordare questo tweet di Renzi del 2012:

Come ho fatto in altri post, "mo' me la segno"...

giovedì 6 marzo 2014

Parità di genere o di intelletto?

In parlamento c'è stato uno scontro tra sessi (no Silvio non parlo di quello) per la decisione di accantonare dalla riforma elettorale i tre emendamenti sulla parità di genere, in quanto manca l'accordo di maggioranza sul punto.
Ma io mi domando perché dovremmo far entrare in parlamento le donne se sono queste:




Facciamo un parlamento tutto di uomini! Aspettate un momento... Ma gli uomini sono per caso questi?

 


Ah, ok... Facciamo cosi, donne o uomini che siano, perché non si fa una legge elettorale che prevede come requisito fondamentale un quoziente intellettivo minimo del candidato parlamentare?

Ma non era Padania is not Italy?

Su Twitter spunta un tweet di Matteo Salvini:


Ma quando mai per lui l'Italia è stato altro? Com'è che che era? "Padania is not Italy".


giovedì 27 febbraio 2014

Grillo e la libera espressione

Dal blog Nonleggerlo, ho avuto modo di scoprire come Grillo ha un rapporto ambiguo con la libertà di espressione. In un comunicato politico pubblicato nel suo blog, chiamato comunicato quarantacinque, potete leggere questo:


Diciamo che le intenzioni erano buone, si è perso per strada.

mercoledì 26 febbraio 2014

Poverina

Facciamo una colletta per l'assessore al lavoro della giunta Crocetta Ester Bonafede, che a causa della spending review il suo stipendio al netto delle tassazioni sarà solo... 5.440 €.

Politici o sedicenti tali, avete rotto! Anzi iniziate anche a rinunciare a tutti i benefici.

martedì 25 febbraio 2014

Lavoro, disoccupazione, reddito... No Juve-Toro.

In Italia si muore di fame, ma in parlamento si da battaglia per il campionato di Serie A, la cui regolarità è tanto a cuore all'on. Marco Miccoli, deputato del Pd, che con una nota dichiara questo:

"Quello che sta succedendo nel campionato di calcio di serie A è davvero preoccupante. Sembra di essere di fronte ad una nuova Calciopoli, con errori e favoritismi a raffica, da ultimo quelli verificatisi ieri nel derby di Torino. Per questo chiedo al nuovo presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi di verificare e garantire la trasparenza del massimo campionato italiano. Anche in presenza di tanti problemi in Italia, ritengo che assicurare la correttezza del gioco più amato non possa che dare il segno di un Paese che cambia verso, dove viene premiato il merito e non le vecchie consorterie che speravamo aver scacciato e allontanato".

Poi faccio un giro su Twitter e scopro questo:



Tifoso della squadra che si sta giocando il campionato con la Juve, uno disinteressato insomma.

 Quindi, disoccupazione giovanile? Lavoro? Immigrazione? Reddito minimo? Tasse? Cuneo fiscale? Finanziamento pubblico ai partiti? No no, in parlamento si parla del rigore per il Torino contro la Juventus.

Ieri al senato...


Un momento!! Ma quello non è Verdini?? Quello del 99,2% di assenze?? Se Renzi è riuscito a portare lui in parlamento, può davvero fare di tutto.

domenica 23 febbraio 2014

Briatore, ma vai a cagare!


Il Corriere sbadato

Potrete chiedevi che c'è di strano, il Corriere che twitta la vincitrice del festival. Il punto è che ancora Fazio non aveva annunciato il vincitore! Può anche essere che la stampa lo sappia prima, però un po' d'attenzione in più a non farsi partire la bozza no? Infatti non a caso questo tweet è stato cancellato e la vincitrice è stata annunciata dieci minuti dopo.

Tema della domenica: il tempo.

Dove va il tempo che passa? Questa è la domanda che pare Albert Einstein abbia rivolto al matematico Kurt Godel.
Da una domanda puerile si scatenano infinite teorie filosofiche. Sant'Agostino diceva che il tempo non scorre, viviamo solo il presente e identifichiamo il passato e il futuro solo nel ricordo e nell'attesa. Però non voglio annoiare parlando di filosofia, anche perché su un tema del genere dovrei prima capirla io. Non voglio neanche cercare di dare una risposta a questa domanda, perché non c'è, come la maggior parte dei paradossi e delle domande che i grandi filosofi si sono posti sull'esistenza di Dio, ma se ci fosse sarebbe comunque soggettiva.

Volevo però lasciare chi legge questo post, con un quesito meraviglioso che riguarda il nostro più grande nemico, il tempo, che scorre inesorabile portandosi via la nostra giovinezza e quella dei nostri cari. Certo, è anche vero che spesso il tempo è anche un grande alleato che ci aiuta a dimenticare momenti brutti e tristi. Ma che sia nemico o alleato tutto dipende da come lo viviamo noi, anche questo diceva Sant'Agostino, è il nostro animo a misurare il tempo e non gli astri.

Perciò visto che non potremmo mai bloccare il tempo che scorre e visto che non sapremmo mai dove andrà a finire una volta passato, vivete ogni secondo senza rimandare niente, perché magari le persone aspettano, il tempo no. Non vivete i vostri giorni perennemente nell'ozio e cercare di sfruttare tutte le occasioni che la vita vi pone davanti e soprattutto, non abbiate paura della morte, vivetevi la vita.

Buona domenica.

sabato 22 febbraio 2014

La coeRenzi del responsabile della comunicazione Pd

Da un utente Twitter molto attivo nel social, @Virus1979C, ho avuto modo di scoprire, attraverso il suo retweettare (termine comune su Twitter) vecchi tweet del responsabile della comunicazione del Pd, Francesco Nicodemo, che in questi mesi ha avuto delle opinioni diciamo... Molto malleabili.

Qui critica pesantemente Alfano per il caso Shalabayeva.


Ora tocca alla Lorenzin, Lupi e soprattutto Franceschini


 Ma il tweet meraviglioso è questo.


Alfano, Lupi, Casini, Lorenzin, Giovanardi, Franceschini. Chi al governo e chi in parlamento, sono tutti sostenitori del governo Renzi.

Signor responsabile della comunicazione, non è per insegnargli il mestiere, ma in politica le cose cambiano continuamente non era il caso di essere, appunto, un po' più responsabile?